Hyperstrada – La mia prova

Moto provata qualche tempo fa, riporto le mie impressioni.

Ave popolo.
E’ una delle tre (quattro, x dirla tutta…) moto che ho provato in un momento di “crisi coniugale” con la Franka.

Vi riporto le mie impressioni:
1. Estetica
Non mi dispiace per nulla. E mi pare anche molto ben fatta, costruttivamente parlando. Però, come sempre, de gustibus.
La moto viene fornita con le borse semi rigide di serie: 25 lt, carucce, si aprono con la stessa chiave della moto e si integrano molto bene con la linea del mezzo. Una volta smontate rimangono i “telaietti” (completamente diversi da quanto ero abituato a vedere) che non disturbano più di tanto.

2. Da fermi
La prima impressione che ho avuto è che la moto non fosse sotto di me… Ma dietro!!! Davvero, si è letteralmente seduti sul mozzo della ruota davanti. Le gambe si incastrano abbastanza bene nelle plastiche del serbatoio, le braccia sono moderatamente aperte, di più rispetto alla MTS 1100S che ho. Le pedane sono un po’ arretrate (in fin dei conti è una motard…). Altezza da terra problemi zero (sono alto 185 cm cca), larghezza sella ok.
Accendo e l’elettronica si fa subito notare: luci, lucette, sibili vari. Il rombo del motore è letteralmente uno spettacolo, veramente godurioso ed invitante.
Il venditore mi spiega il discorso delle mappature (urban, touring e sport). Il funzionamento è lo stesso della sorella (parecchio) maggiore Multi 1200, con il taglio della potenza in modalità urban a 75CV, dei 110CV max, disponibili. Anche in questo caso il motore è il Testastretta 11°, 821 cc.

3. In giro
Il conce Ducati di Pisa è nella zona artigianale. Però la prova l’ho fatta di sabato, nell’orario di chiusura. Il che vuole dire prendere la moto alle 12.45 e riportarla alle 15.30. Ci vien fuori una bella prova.
Parto da lì e mi dirigo su una statalona, mappatura urban. La moto trotterella tranquilla nonostante i miei problemi con frizione e gas elettronico, entrambi molto morbidi se paragonati a quanto sono abituato. L’equilibrio della moto è davvero ottimo, molto leggera. Protezione dall’aria non pervenuta… Il cupolino è quello di serie e mi pare che a listino ce ne sia uno più alto; montando quello la situazione forse (molto forse) migliora.
Arrivato sulla “statalona”, metto la mappa sport e do un po’ di gas in più, ma con moderazione. Poi taglio in una strada dritta come un fuso che mi porta verso un centro abitato; più o meno 5 km, dritti dritti in mezzo ai campi. Traffico zero… Do gas in modo serio e… Sticatsi!!! Velocità smodata!!! Mi ritrovo a velocità warp (parecchio warp) col motore che urla rabbioso. Birra ce n’è e tanta e la moto trasmette molta sicurezza in quanto a tenuta. Dato che ci sono, testo anche i freni, non inchiodando ma dando una bella pinzata. Assolutamente niente da eccepire: frenata potente ma modulabile, spazi di arresto ottimi.
Nota: durante questo tratto ho una sensazione strana alle gambe che si ripeterà dopo. Ma ve lo dirò più avanti nel report.
Entro nel centro abitato e rimetto la mappa urban. Girottolo tra incroci, case, rotonde. Appena riesco a trovare la giusta sincronia tra frizione e gas, la moto sfila con assoluta tranquillità, si lascia portare in giro e ti porta in giro veramente in modo piacevole.
Esco dal paese, metto la mappa touring e mi appresto a percorrere provinciali abbastanza scorrevoli, ma non troppo veloci, che mi porteranno verso il monte Serra.
Le prime impressioni sono confermate in toto: la moto è una bicicletta da guidare. Veramente godibile, leggera, precisa.
Arrivo all’inizio delle salite e rimetto la mappa sport. Salgo molto molto lento, lato Calci, visto il susseguirsi di case varie ed anche delle ridotte dimensioni della strada. Appena passato l’abitato inizio a scorrere, piegando un po’ di più rispetto a quanto fatto finora (anche perché piegare alle rotonde… anche no…). La ciclistica si conferma di prim’ordine: l’inserimento in curva è preciso, la traiettoria viene tenuta senza problemi ed il motore riprende sempre bene, senza troppi scossoni, anche da giri bassi. Ottimo davvero.
Scendo dalla parte di Buti e faccio un trasferimento abbastanza veloce verso Lucca, percorrendo la zona del Compitese. Mi fermo un attimo per riguarda la moto da moto e tutte le impressioni sono confermate: è veramente un bel mezzo.
Continuo a girottolare ancora un po’, alternando centri abitati a curve a tratti un po’ più veloci. Piano piano e sinceramente contro voglia rientro al conce.

4. Commenti
A me, me piace.
Però… Definitela come vi pare ma non moto da turismo. Almeno non “tanto” turismo. Quando al commerciale ho detto che l’anno scorso ho fatto circa 17.000km mi ha detto “allora forse sarebbe meglio qualcos’altro…”.
La posizione è molto avanzata, le braccia abbastanza aperte, la protezione dall’aria assente. Ergo a velocità un po’ alte (ad esempio trasferimenti autostradali) un po’ di fatica si fa.
La sensazione strana alle gambe di cui parlavo prima… La protezione dall’aria assente non riguarda solo il busto e le spalle ma anche le gambe. Più di una volta, a velocità sostenuta, ho sentito distintamente le gambe che si aprivano. L’impressione è che magari si formi qualche turbolenza nella zona delle ginocchia e l’aria si infili tra queste e le plastiche.
Altra cosa che mi ha dato sinceramente fastidio è il fatto che la posizione in sella non è scomoda, ma costretta sì. La mobilità è molto ridotta a causa della forma della seduta. Oltre a questo, sempre per il fatto che si è seduti molto in avanti, il profilo della sella mi premeva sull’interno coscia in modo veramente fastidioso.
Con il commerciale, dopo i commenti di rito, ho parlato anche di prezzi e altro. La moto, con borse laterali incluse in quanto di serie, viene via a circa € 12.800,00. I tagliandi sono schedulati ogni 15.000 km (o uno all’anno quando la moto è in garanzia). I consumi sono abbastanza bassi, nell’ordine di 17/18 km/lt in uso misto (e meno male visto che il serbatoio non è proprio una cisterna, 16 lt mi pare).
Alla fine… Per divertirsi moto assolutamente da considerare, per il turismo (soprattutto in due) la vedo un po’ dura… Magari meglio qualcosa di più comodo (leggasi Multi1200, magari usata, se si vuole rimanere in casa Ducati).
Poi oh… Sia chiaro… c’è anche chi va a Caponord col Ciao… Quindi basta adattarsi.