In e la Moto – Ieri, oggi e domani

Giorni di recupero post piccolo incidente. Giorni di letture e riflessioni.

Quello che segue è uno dei tanti pensieri che mi sono venuti e che sono sicuro non saranno condivisi da tanti di noi motociclisti.

Tra le varie cose, sono riuscito a leggere il numero di maggio di Motociclismo, dove è pubblicato il confronto/test di alcune endurone di ultima generazione.

Mi ha colpito da questo passaggio (pagg 80 e 82):

“[la Suzuki V Strom 1000] Ha le dimensioni, il peso e le prestazioni più vicine alle esigenze del motociclista “normale” e questo la rende straordinariamente piacevole. Sempre. Le perdoni tutto, anche quando in autostrada ti restituisce qualche vibrazione e qualche fruscio di troppo. Perché non ispirarsi a questo riuscitissimo progetto per avviare una generale inversione di tendenza? Se le maxienduro non dovessero più essere opulente nelle dimensioni, sfarzose nell’allestimento e incontenibili nel prezzo, guardate che noi mica ci restiamo male.”

 

Eh no appunto, non ci restiamo male.

La memoria è poi corsa ad un grandissimo, Carlo Talamo, ed alcune sue parole che avevo letto (molto) tempo fa (fonte http://www.dueruote.it/notizie/news/in-ricordo-di-talamo):

Da quanto tempo avete smesso di parlare alla vostra motocicletta. Da quanto tempo non vi svegliate con la voglia di correre in garage. Da quanto tempo siete stanchi di cambiare una moto al mese. Di vedere sempre più cilindri e scritte strampalate. E strisce colorate. E plastica. E milioni di lire usa e getta. Da quant’è che vi arrabbiate ad ogni motolosalone. Da quanto vi manca una motocicletta. Viva. Vera. Diversa da ogni altra. Che se ne frega dei trecentoallora. E dei casello-casello. Che non è costruita per uccidere. Fermatevi per un istante a pensare. Forse è venuto il momento di tornare alle motociclette….”

 

Appunto. C’è davvero bisogno per gli utenti “normali” di moto così tanto… tanto… tanto?

 

Ho iniziato ad andare in moto non da ragazzino, era il 2002 ed avevo 25 anni. Ed ogni anno che passa, vedo che il mezzo moto si sta sempre di più “ingrossando”: potenze sempre più elevate, pesi sempre più grandi per le maxienduro e le touring (ovviamente succede il contrario per le supersportive e le naked), prezzi sempre più alti. Sempre più tutto.

Due cose fondamentali che compongono il trittico base di questa passione sono però rimaste invariate praticamente da sempre: l’uomo e le mete.

 

Andando in giro, mi sto rendendo sempre più conto che, alla fine, si possono fare le stesse cose con “meno”: per fare turismo non c’è bisogno di una motonave (basta una moto), per girare e divertirsi per strada 100 cv bastano e avanzano (a volte sono anche troppi), si gira bene anche senza avere 6000 sensori sulla moto. In conclusione, vale il detto “poca spesa, tanta resa”.

 

Sia chiaro: non voglio sembrare uno di quelli che il progresso lo rifiuta e con esso disprezza i nuovi mezzi. Confesso sinceramente che la nuova GS ed anche la GS ADV, come scritto nelle mie prove (GS http://marietto.info/?p=29, ADV http://marietto.info/?p=50) mi piacciono parecchio davvero e ci sto facendo un pensiero (se ne riparla tra anni, sia chiaro).

 

Ma i però sono tanti: così tanti soldi? Così tanto peso? Così tanta elettronica? Così tanto tutto?

Prendo sempre in esame moto che mi sono più congeniali, ma penso che anche per le stradali e soprattutto le naked il discorso sia lo stesso.

 

A meno che non se ne faccia un uso altamente specialistico (tolta la pista, non ne vedo altri), i mezzi che sono già in commercio e quelli di cui si sente parlare (BMW S1000 RX e KTM Super Adventure in primis) sono sovradimensionati in tutto; soprattutto, a mio avviso, sfoggiano delle potenze difficilmente giustificabili. Tutti quei cavalli si usano solo in un preciso momento: quando si paga il bollo. Fine.

Sembra quasi che i vari produttori facciano sfoggio dei muscoli delle proprie creature quando in realtà la sostanza vera probabilmente è da un’altra parte: affidabilità, bassi costi di manutenzione, bassi consumi, maggiore sicurezza.

Invece mi pare proprio che le cappelle, in questi ambiti (soprattutto in quanto a qualità e consumi), si sprechino. Senza esclusione di sorta tra le varie grandi case.

 

Per fortuna qualcuno sembra intenzionato a fare qualche passo indietro: vedi Suzuki con la V Strom 1000, (forse) Honda con la tanto attesa nuova Africa, Yamaha con i nuovi tre cilindri (non conosco però i consumi). Speriamo che sia un effettivo primo passo verso dei mezzi che vadano effettivamente incontro al fattore Uomo che, volenti o nolenti, è rimasto quello dai tempi in cui moto, motore, elettronica e tutto il resto era ben lungi dal divenire realtà.

 

A chi, in sostanza, “se ne frega dei trecentoallora. E dei casello-casello.”

 

Fermatevi per un istante a pensare. Forse è venuto il momento di tornare alle motociclette….

 

Buona Strada!