BMW GS ADV MY 2014 – La mia prova

Non poteva mancare la prova della “tedescona” (nel senso motociclistico del termine).

Complice la Franka ferma ai box per una sessione di estetista e vista la splendida giornata, penso che quasi quasi avrei anche voglia di provare qualche motoretta; avendo poi tutto il giorno libero, faccio la lista: BMW R 1200 GS ADV, Triumph Tiger Sport, Yamaha Super Tenere’, Ducati Monster 1200.

In zona Lucca i concessionari BMW, Triumph e Yamaha sono ad un tiro di schioppo l’uno dall’altro; per la prova del Monster vorrei andare a Pisa in modo da fare la prova “lunga”, tenendo la moto nell’orario di chiusura del concessionario. Telefonando prima di andare però mi fanno presente che saranno chiusi nel pomeriggio e quindi niente prova lunga; decido allora di non testare per nulla la moto visto che che provare un mezzo per mezz’ora in una zona dove le uniche curve sono le rotonde non mi pare abbia un grande senso.

Ed allora opto per iniziare con la BMW.

1. Estetica

Anche questa come la sorella minore (qui http://marietto.info/?p=29 la mia prova) è inconfondibilmente GS: becco, fanali asimmetrici, boxer, cardano. Riconoscibile tra 1000 moto in sfilata.

Le dimensioni sono sensibilmente maggiori della versione standard, soprattutto all’anteriore dove trova alloggio il serbatoio da 30 lt e dove spiccano i para colpi ed un plexiglass maggiorato. Dalla seduta alla targa l’estetica è quella, se non fosse per le staffe delle borse in alluminio, montate sul modello in prova (ma ASSOLUTAMENTE non di serie).

A differenza dell’altra, la cui estetica non mi aveva particolarmente colpito in positivo, questa non mi dispiace affatto. Forse per la mancanza delle plastiche laterali anteriori che mi sanno molto di posticcio, la ADV dal punto di vista estetico è promossa. Almeno per me, sia chiaro.

 

2. Da fermi

Così come al volo si capisce con quale moto si a che fare, altrettanto velocemente se ne apprezza la mole.

La tedesca mi aspetta nel piazzale del concessionario. Dopo una veloce spiegazione da parte del commerciale, posso finalmente mettere le mani sulla moto.

E’ parcheggiata sul cavalletto centrale e devo dire che l’altezza della sella mi impressiona abbastanza. A occhio e croce, penso che la seduta arrivi al metro. Non male…

La accendo in modo da far scaldare il motore (ed anche per gustarmi un po’ il sound che male non fa) mentre finisco di vestirmi.

Bene, sono pronto, scendiamola dal cavalletto. Purtroppo c’è una moto parcheggiata dalla parte opposta al cavalletto laterale per cui non posso fare questa operazione dal lato giusto. Abbasso comunque l’appoggio (non si sa mai) e fatico un po’ per tirarla giù dal centrale.

E’ oggettivamente pesante. L’imponenza non è solo “visiva”.

Salgo su e tutto è proprio lì dove ti aspetti che sia: il triangolo sella-pedane-manubrio mi consente una buona posizione di guida, il display è facilmente consultabile e tutti i vari comandi (ce ne sono davvero un milione!) sono facilmente raggiungibili.

Tolgo il cavalletto: il peso viene confermato e si capisce che nelle manovre da fermo e/o a passo d’uomo (parcheggi, inversioni e simili) ci sarà da prestare una grossa attenzione a quello che si fa. Andare in terra è un volo (sotto vari punti di vista) e non sarebbe piacevole.

Seduto, piedi a terra: confermo la prima impressione della buona posizione in sella ed anche l’altezza della sella: sono alto 185 cm e non poggio l’intera pianta a terra.

Ed ora è tempo di strada!

 

3. In giro

Memore della prova della GS “base” dove ebbi dei problemi a partire a causa della non dimestichezza nell’uso del gas elettronico, procedo con (molta) cautela.

Appena messa in movimento, la GS indossa subito l’abito da bicicletta. E’ veramente sorprendente come, anche a velocità molto bassa, l’equilibrio sia veramente eccezionale. Si guida veramente con il pensiero.

Mi avvio verso il tratto che ho scelto come test (per chi è della zona: da Guamo verso il Compitese) che mi dovrebbe permettere, nel poco tempo che avrò a disposizione, di fare qualche curva, un paio di tornanti e qualche allungo. Un mini test, ma completo.

Mi inserisco nel traffico e le doti dinamiche di leggerezza ed equilibrio nella guida sono confermate ancora una volta: riesco tranquillamente a scivolare nel flusso dei veicoli come se guidassi un mezzo di taglia molto inferiore a questa. Anche il motore rivela subito un’ottima elasticità, riuscendo a girare senza strappi anche a regimi e velocità basse, pur usando marce dalla 3° in su. Ottima presentazione.

I comandi sono tutti raggiungibili in modo pratico e mi viene confermata l’impressione avuta con la versione base: la pedalina del cambio è lontana dall’appoggio del piede. E di scarpa indosso un 43/44, non sono proprio Cenerentola.

Proseguo il tour e finalmente riesco a guidare un po’ più sciolto, facendo qualche curvetta “interessante”. La GS non fa una grinza anche se tento di strapazzarla un po’: segue le traiettorie, scende in piega e fa tutto quello che le viene chiesto senza lamentarsi mai.

Cambio e frizione sono molto morbidi e facilmente attuabili.

Appena posso do un po’ di gas in più ed il motore risponde prontamente, dimostrando un’ottima ripresa (non posso provare troppo l’allungo per motivi di spazio, traffico, strada e soprattutto sicurezza mia e degli altri).

Grazie ad un simpatico avventore di un bar sono costretto a fare una frenata molto brusca. Anche il reparto freni è decisamente ok.

Protezione dall’aria: apro la mentoniera del casco e, con il cupolino alzato al massimo, mi rendo conto che si creano delle turbolenze fastidiose proprio ad altezza naso. Che strano…

Guido in piedi per un pezzo (solo perché fa figo…): anche da questa posizione, è tutto lì dove deve stare e la guida rimane fluida.

L’unico appunto che mi sento di fare è la sensazione che in I e II marcia il motore si “imballi” un po’ viaggiando a velocità costante, che costringa o a dare ancora gas o a cambiare; cosa che invece non succede in marce più alte. Diciamo che la GS incita a dare del gas a marce basse, un po’ come se dicesse “ciccio… deciditi… dai del gas o te la fai tranquilla ‘sta strada?”. Però in tedesco…

 

4. Commenti

Come la sorella “minore”: tanta tanta tanta roba.

Che faccia moda e che in tanti la comprino per dire che hanno la GS, ADV poi, lo si sa. Ma è veramente un grande mezzo.

Alla fine non so quanto valga la pena prendere questa piuttosto che l’altra visto che, se non sbaglio, l’unica cosa che davvero da in più è la mappa ENDURO. E, a meno che non siate dei manici VERI, vi ci voglio vedere a fare off con un bestione del genere…

Comoda, spaziosa, accogliente, sicura, con ottime capacità di carico. Lista degli optional degna di un’auto. Bel motore, ottima ciclistica. Non posso dare una valutazione diretta sui consumi.

Di contro, grossa, alta, pesante, diciamo impegnativa. E con un costo elitario. Considerando gli optional montati sopra, la GS provata veniva circa a circa 90€ al chilo… Un po’ tantino.

Alcune noie: l’azionamento delle frecce (ora montato su un solo lato del manubrio invece che su due) è talmente morbido che non si capisce se l’indicatore di direzione è stato inserito o no. Il paratacco è troppo vicino al centro della pedana per cui il tacco, alla fine, non viene parato.

Mi pare sia tutto. Ah, no: buona strada :D

 

PS: non ho provato la Tiger Sport perchè al conce c’era solo il meccanico e ci si deve accordare prima col commerciale; la Yamaha invece aveva deciso di togliere le assicurazioni alle moto a giugno. Va beh… Forse le moto nuovo le fanno provare a gennaio…

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