KTM 1290S – La Mia Prova

KTM 1290S

Ave popolo.

Avevo già provato questa moto qualche tempo fa e mi rimase, sinceramente, indigesta. Mi era sembrata scorbutica, soprattutto ai bassi regimi, e non particolarmente comoda per viaggiare.

Riflettendo poi sulle condizioni della prova fatta (troppo traffico e tragitto troppo breve) mi ero ripromesso di riprovarla in condizioni migliori. E così, fortunatamente, è stato per questo secondo test durante il quale ho potuto percorrere circa 200km su un tracciato vario.

Ecco quanto mi sento di dire.

Nota: il mezzo provato aveva alcuni optional già montati/installati. Scarico Akrapovic, barre laterali basse, selle riscaldate, staffa porta cellulare, HHC (Hill Hold Control, ovvero partenza assistita in salita), Quickshifter+ up&down (cambiata senza necessità di uso della frizione, con gas aperto o chiuso), chiave transponder (non so se sia di serie o meno), MSR (Motor Slip Regulation, ovvero controllo della coppia in fase di rilascio) ed un po’ di ergal.

Estetica

A me piace e tanto, soprattutto nella colorazione bianco-arancio. Il primo contatto durante l’EICMA del 2016 (se ricordo bene l’anno) mi scatenò un innalzamento del tasso ormonale come non succedeva da tempo e, visto che mi stavo guardando intorno per sostituire la mia Multistrada 1100S, pensai che sì, la prossima sarebbe stata quella.

L’aspetto è decisamente inconfondibile: spigoli e linee non sono il solito “già visto” con becco et similia. Mi piace davvero tanto ed anche dal punto di vista qualitativo mi sembra davvero ben fatta.

Per me, sotto questo punto di vista, è promossa a pieni voti. Di tutte le K austriache attualmente in produzione, questa è quella che mi piace di più.

Da fermi

Nota: sono alto 185cm e come peso sono sui 95 (spero in calo…).

La sella, almeno con le selle riscaldate, non è proprio bassa. Tocco con entrambi i piedi ma non con la pianta intera. Un po’ per l’altezza della sella, abbastanza alta, un po’ per la larghezza della seduta.

L’impressione, a differenza ad esempio delle Ducati Multistrada (in garage al momento ho una MTS 950), è quella di essere seduti “sopra” la moto e non “dentro” la moto.

Il triangolo manubrio-sella-pedane è posizionato correttamente. C’è spazio per stare comodi, con le gambe non particolarmente piegate. Il manubrio mi è parso un po’ lontano, tanto che inizialmente per avere una buona posizione con le braccia, dovevo stare leggermente piegato in avanti. Difficile capire se si tratti di abitudine derivante da una posizione di guida diversa sulla mia MTS o se effettivamente è un po’ troppo avanti. Problema comunque risolvibile facilmente visto la possibilità di regolazione.

Specchietti non tanto grandi ma che danno comunque un’ottima visuale.

Il plexiglass, almeno per la mia altezza, non impatta sulla visuale.

La sella è abbastanza comoda e permette anche di muoversi. Quelle riscaldate (optional a mio avviso inutile, dopo capirete perché), visto il materiale con cui sono fatte, hanno un buon grip.

Comandi: facilmente accessibili (anche con i guanti) ed intuitivi. Accanto alla manopola sinistra ci sono tutti quei simpatici pulsantini che ti permettono di accedere ai vari (varissimi!) menù per controllare tutta la (veramente importante) parte elettronica, ottimamente visualizzabile sul mega display.

In poche parole: tutto molto ben fatto e distribuito.

Dopo un po’ di spiegazioni, soprattutto relative a come si fa benzina, alle varie mappature di motore, sospensioni e “carico” (solo pilota, pilota e passeggero, con o senza bagagli), è il momento di partire.

In giro

Nota: il percorso è stato Lucca – Bagni di Lucca – Abetone – Passo Radici – San Pellegrino in Alpe – Castelnuovo Garfagnana – Porcari – Lucca.

Dopo aver dato ancora un’occhiata al quadro di comando (non finirò mai di dire quanto è bello), accendo. Il rombo, con Akrapovic on, è veramente godurioso. Niente a che vedere con quella vocina da bimbo petulante che ha lo scarico originale. Mi verrebbe da dire che questo sia un “optional obbligatorio” perché secondo me questa moto, con lo scarico originale, davvero un se po sentì.

Giù la prima e via. Il primo tratto, volutamente e necessariamente, è in città. La prima cosa che noto, come detto, è la lontananza del manubrio dal corpo. Non un difetto, sia chiaro; forse più abitudine che altro ma non è un problema.

Avverto subito tre cose: la sensazione di controllo del mezzo, il grande motore, il grande caldo. Nonostante si sia seduti “sopra” e non “dentro”, la 1290S è veramente una bicicletta. Facile da guidare, segue la traiettoria impostata con zero sforzo. Il motore trotta pacioso a regimi bassi, senza scossoni e senza necessità di cambiare marcia frequentemente. Il caldo arriva subito… ma subito subito! Lo scotto da pagare per avere 160CV (o 145… o quanti sono… comunque tanti) a disposizione, con normativa Euro 1000. Da qualche parte il caldo si deve mettere.

Capitolo frizione e cambio: semplicemente meravigliosi! La frizione è burro ed in più è molto molto modulabile. Il cambio è sempre preciso, con passaggi di marcia molto vicini ed azionamento per niente duro. Il quick shift poi… Un giocattolino veramente spettacolare. Non si è mai impuntato, come invece successo su altri mezzi, indipendentemente dalla velocità e dai giri motore. A salire l’intervento si sente un po’ a scendere invece sembra quasi di cambiare usando la frizione manuale.

Finalmente esco dal traffico ed inizio a salire verso i monti, riuscendo ad allungare un po’ ed avere qualche curva degna di tale nome.

Sia chiaro: non sono uno smanettone né uno che fa piegoni. Di solito i moscini non li tampono, mi tamponano…

Salendo verso l’Abetone, il percorso è abbastanza vario e mi permette di provare la K su curve di varia raggiatura. In tutti i casi, la traiettoria viene rispettata al millimetro e dando gas, in qualsiasi marcia e regime, la moto ti spara fuori dalle curve senza protestare. Pura goduria! La facilità nei cambi di direzione è spettacolare, si passa da destra a sinistra senza alcun tipo di problema e senza sentire il peso della moto (che comunque è sopra ai 200kg, non proprio un Ciao).

In un paio di occasioni, grazie a qualche Sunday driver e/o omino col cappello, ho necessità di frenare di brutto. E niente, anche in questo caso la K è rigorosa: non si scompone, l’avantreno affonda il giusto, tempo e spazio di arresto sono molto buoni.

Giocando un po’ con le varie mappature disponibili, si sente quanto buona sia l’elettronica che gestisce tutto il parco giochi (perché di questo si tratta… un parco giochi con le ruote!). Il comportamento rimane sempre rigoroso e quando metti il motore su SPORT… beh… avrebbero fatto meglio a scrivere “Ready to Fly” invece che “Ready to Race).

L’allungo, in qualsiasi mappatura, sembra non finire mai così come pare non avere importanza la combo “giri motore – marcia”. Riprende da 2.000’/min, circa, in 6° marcia, senza scomporsi. Impressionante.

Stessa cosa per le sospensioni: le differenti “anime” che albergano dentro le WP si sentono ed il bello è che non litigano tra di loro. Per avere un cambio di risposta, più o meno rigido e quindi più o meno turistico o sportivo, bastano pochi click “elettronici” e via.

In pratica, con tre settaggi ti puoi letteralmente cucire la moto addosso.

Protezione dall’aria so and so. In faccia non si sente tantissimo ma ci sono delle turbolenze un po’ fastidiose all’altezza del busto; lo stesso le spalle, abbastanza esposte.

In conclusione

Una moto totale, adatta sia al turismo che al puro al divertimento (forse più a questo che ad altro) da soli o in coppia. Veramente un equilibrio esagerato sotto tutti i punti di vista.

Elettronica sopraffina, motore spettacolare. Unico vero neo: il calore del motore.

Considerazione personale: visto il rapporto qualità/prezzo (a parità di allestimento, la 1290 costo MOLTO meno delle concorrenti), sono convinto che sul serbatoio ci fosse un altro marchio (ad esempio BMW), questa moto venderebbe MOLTO di più.

Come scritto in un altro report (Ducati Multistrada Enduro, qui), LA domanda, atavica, è sempre la stessa: c’è bisogno di tutto ciò per andare in giro? NO. C’è bisogno di tutto ciò per divertirsi? NO. C’è bisogno di spendere così tanto, oggi, per andare in moto? NO. Chi la compra la userà davvero al pieno delle sue potenzialità? NO.

Ma certi ruzzini aiutano in quanto a sicurezza e, why not, anche in ambito gusto di guida.

Alla prossima e Buona Strada!

 

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