BMW GS 1200 ADV – MY 2018

Dopo una prova breve e visto l’interesse suscitato, non potevo esimermi dal riprovarla, cercando di poterla tenere per qualche ora invece che per la solita mezz’ora. Alla fine ce l’ho fatta ed il risultato è che…

Nota: il modello in prova era la ADV Exclusive full optional. In pratica manca solo il contratto… Prova fatta con passeggero al seguito.

ESTETICA

Esteticamente, as usual, de gustibus. A me piace anche se ormai la linea è inflazionata. In questo settore di moto col becco ce ne sono uno zilione. Ma, almeno, lei è stata la prima.

Di sicuro, grazie ai vari led, faretti aggiuntivi, tubi e protezioni varie non passa inosservata. Nel complesso però poco da dire: la GS è così da anni. Qualche spigolo in più, lo scarico da una parte o dall’altra… Ma poco cambia.

DA FERMI

E’  G R O S S A  ed alta! Io non sono proprio piccolino (185 cm x 95 kg) ma la mole della ADV un po’ di rispetto lo chiede.

Da seduti c’è da fare attenzione: lo stacco da terra non è male ed il peso un po’ si fa sentire, anche se meno di quanto ci si aspetti. La prima sorpresa ce l’ho nello spostarla a motore spento: la massa è tanta ma, di contro, è veramente facile gestirla. Il baricentro basso aiuta e non poco.

Ovviamente chiave con transponder e display TFT: bella grafica, chiaro, nulla da eccepire. Anche il resto dei materiali e delle finiture mi pare di livello (con quel che costa, mi pare il minimo).

Il triangolo manubrio – sella – pedane è accogliente, correttamente distanziato. La posizione in sella è comoda, molto comoda, così come lo è la seduta (anche per il passeggero). Non necessito di alcuna regolazione.

Il plexi non mi pare altissimo: largo sì, non impatta sulla visuale. L’impressione è che però proteggerà poco dall’aria nella zona testa.

Come su altri modelli, il manubrio e soprattutto la zona della manopola sx sono ormai diventati un vero e proprio ponte comandi. Per la verità, qualcosa si trova anche a dx (tasto selezione mappature). Il tutto è ben fatto, chiaro e facilmente accessibile anche con i guanti.

Lo stesso per le leve: son proprio lì dove dovrebbero essere, facili da raggiungere e morbide da azionare.

Faccio un paio di prove di movimenti da fermo, giusto per prendere confidenza con le distanze delle pedane, del manubrio e dello spazio disponibile in sella, controllo gli specchietti (non grandissimi) e si va.

IN GIRO

Con un filo di gas la moto scivola via che pare elettrica. Davvero, non trovo altri aggettivi. Basta realmente un filo di gas per dimenticarsi di peso e dimensioni che però sono ancora lì, proprio sotto di me, ed andare. Ma andare dove? Ecco, la secondo cosa che recepisco è questa: alla fine puoi andare ovunque. E’ vero che adattandosi si può fare tutto con tutto (c’è gente che va in Ciao o Vespa a Caponord, chi va per sterri con la Panigale e chi va in pista col 21” davanti) ma salire e guidare la GSsona ti dà proprio l’impressione di allargare, immediatamente, il raggio d’azione che hai.

Il percorso che ho scelto per la prova è simile a quello su cui ho provato la KTM 1290ADV S (mi interessano entrambe, volevo un terreno di prova quanto più possibile simile, qui trovate la prova della K) per cui inizio con un po’ di città, un po’ di strada verso i monti (quindi guidato di varia natura), e poi la salita verso il passo dell’Abetone.

In città si gira bene. Come detto, con un filo di gas la moto non sembra essere così pesante. C’è da fare attenzione ma non più che con altri mezzi dello stesso tipo. Il continuo parti-ferma dovuto al traffico viene assorbito bene dalle sospensioni, così come buche, tombini e tutto il resto. Se girare in città con la GSsona è già una pacchia così… come sarà il resto???

Finalmente riesco ad uscire dal groviglio di traffico, rotonde e menate varie cittadine ed inizio ad andare verso i monti, dapprima percorrendo una statale dove riesco a dare un po’ più di gas e provare il quick shift. Motore c’è. PUNTO.

Primo compito: riprendere da regimi bassissimi, in 6° marcia, senza uno scossone. Fatto e con risultato “manco fosse un quattro cilindri”. Avevo già provato altre GS in passato ma questo 1200, nonostante pare sia più rabbioso dei suoi predecessori, è decisamente fluido. Se vuoi viaggiare e dondolarti a velocità basse, col motore che gira sornione, lo puoi fare. Per poi ripartire senza usare il cambio.

Però se il cambio lo usi, con o senza frizione, e dai una bella manata di gas… Beh… Coppia e motore ci sono e si sentono! Sotto tutti i punti di vista, sia quello della velocità che sale rapidamente sia sotto quello del rumore che, anche se ad urlare è lo scarico di serie, è proprio un bel cantare!

Finito il tratto dritto della statale, inizia la parte che sale costeggiando il fiume. Qui la strada si fa un po’ più guidata. Ed anche in questo caso la GSsona fa proprio quello che ci si aspetta: grande percorrenza, facilità di inserimento in curva, ripresa in uscita spettacolare. Il manubrio largo non infastidisce ma anzi aiuta negli spostamenti. Non sembra neanche la moto che avevo visto poco fa ferma al concessionario, con una mole oversize ed un serbatoio degno di uno Scania. La puoi guidare in scioltezza, con traiettorie rotonde e guida rilassata (e secondo me questo è il modo migliore per godersi questo mezzo) oppure puoi dare del gas (per quanto io ne sia poco capace) ed essere più aggressivo. Impostando motore e sospensioni in modo corretto, il carattere complessivo cambia e ti godrai il percorso allo stesso modo. Trasformismo motociclistico odierno… e qualità intrinseche del boxer.

Ora non rimane che iniziare la salita vera, anche in questo caso con vari tipi di percorrenza, ed una cosa che ancora non ho affrontato e che son proprio curioso di vedere che emozione mi darà: i tornanti. E niente… Che siano in salita (all’andata) o in discesa (al ritorno, visto che ho fatto lo stesso tracciato per motivi di tempo) poco importa, il comportamento dinamico non cambia e la GSsona si conferma una grande moto.

Unici “intoppi”: cambio elettronico e plexi. Quest’ultimo non ripara come mi sarei aspettato, almeno per chi è alto come me. Aria all’altezza della testa (diciamo dagli occhi in su) e turbolenze ad altezza spalle sono avvertibili. Il quickshift non mi ha fatto impazzire. E’ il secondo BMW che provo (l’altro è stato quello di una XR, tempo fa) e mi pare che entrambi abbiano lo stesso difetto: tendono ad impuntarsi. Usando la frizione i problemi stanno a zero, l’azionamento è morbido e preciso. Ma visto che si parla di elettronica ed anche il quickshift sta diventando una di quelle robe mai-più-senza, questo sinceramente non l’ho trovato all’altezza di mezzi di altre case (tipo KTM, secondo me ben superiore).

Calore e vibrazioni assolutamente non fastidiosi.

Rientro al conce dove la calca della gente è lì che guarda la novità: GS1250. Magari più avanti proverò anche quella (la colorazione HP a mio avviso un se po guardà).

IN CONCLUSIONE

E’ un gran mezzo. Senza se e senza ma. Grosso, sì, ma parimenti divertente, comodo, sorprendentemente facile da guidare. Se dovessi fare un paragone, mi verrebbe da dire che guidare la GSsona è come entrare in un negozio di cristalli a cavallo di un elefante, girarlo tutto, non rompere nulla, pagare, ed uscire.

Ecco… pagare… C’è una sola cosa più grossa della GSsona: il suo prezzo. Per il modello che ho provato servono 24.000 monete da 1€, moneta più o moneta meno. E poi c’è da metterci navigatore e bagagli (volendo… ma se non mettete i bagagli su una moto così che la prendete a fare???).

Alla fine… the question is… Ma li vale davvero tutti ‘sti soldi? No, almeno secondo me. E’ un grandissimo mezzo ma per quello che dà sono convinto che potrebbe costare qualche mila € in meno. Magari un buon usato o un’aziendale possono avere senso; il prezzo del nuovo secondo me è fuori target. Faccio il ragionamento, al contrario, di quello fatto per la KTM: se non ci fosse scritto BMW GS sul serbatoio, ma qualcos’altro, il prezzo sarebbe ben diverso. Però si sa, il valore del marchio conta.

La comprerei/comprerò? Ero partito con un sì deciso ma a fine prova forse c’è qualcosa di meglio. Non dico “un mezzo migliore”, ma migliore per me. E visto che pago io…

Alla prossima e Buona Strada!

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>