Multistrada Enduro – La mia prova

Ave popolo.

Contestualmente alla prova della Multi 950 (qui la prova http://marietto.info/?p=72) ho provato anche la sorellona enduro. Era lì pronta, pareva brutto non farlo…

Estetica

Anche in questo caso, family feeling abbestia… Ancora di più con la 950 con cui condivide il posteriore. Leggermente diversa tutta la parte del serbatoio vista la presenza di “pannelli” di alluminio che la caratterizzando decisamente. Oltre, ovviamente, ai cerchi a raggi.

Per il resto, Multi è e Multi rimane. Impressionante la vista da dietro dove il vitino da “vespa” (l’insetto eh…) sfocia in un serbatoio da “maggiorata”. Fosse una ragazza, sarebbe una cosa tipo 120 – 60 – 80. A chi piace, a chi no. Vedete voi (e non me ne vogliano le gentil donzelle per il paragone).

A me, di tutto il lotto (Enduro, 950, 1200 Stradale) è quella che piace di più. Serbatoio a parte che potrebbe essere anche più piccolo. Ma si sa, nel deserto le pompe per fare rifornimento non si trovano dietro ad ogni duna…

Da fermi

Premessa doverosa: sono alto 1,85 e peso sui 95 (non sono calato, anzi…). Prova, anche questa, fatta mit zavorrinen on board.

E’ alta. Poco da dire. Sta moto è proprio alta. Le dimensioni ci sono e si vedono. Tocco in terra tranquillamente, sia chiaro. Ma secondo me sotto 1,80 c’è da stare attenti nelle manovre a bassa velocità.

La posizione in sella è comunque comoda, sia per me che per il passeggero. Il triangolo sella – manubrio – pedane è corretto, non si è troppo affossati o lontani dai comandi e dal ponte di comando.

Perché in questo caso di un vero e proprio ponte di comando si tratta. Il TFT, una volta che si accende, inviterebbe a mettere gli occhiali 3D e cercare il secchio dei pop corn. Ci sono talmente tante voci e possibilità di regolazioni che, a dar retta, bisognerebbe prendere una settimana di ferie solo per capire come si fa, prima ancora di girare la chiave. Oh… pardon… qui la chiave non si gira. E’ col transponder.

Fa che il caldo del deserto non faccia saltare manco un fusibile.

Comandi azionabili agevolmente anche con i guanti invernali e tutto facilmente raggiungibile.

In giro

Si va? Certo che si va.

Il rombo del motore è spettacolare, mi piace un sacco. Fatti 300 mt dal concessionario metto in Sport (sborone, manco mi riuscisse…).

Prima nota assolutamente positiva: per quanto è grossa la moto, tanto è maneggevole in movimento e con un filo di gas.

Purtroppo la prova durerà pochi minuti e quindi devo fare le cose un po’ di corsa. La prima curva che faccio è una rotonda e rimango letteralmente impressionato dalla rigorosità dell’avantreno. Impostata la traiettoria, si pianta lì e non si muove di un millimetro, trasmettendo una sicurezza unica durante la percorrenza.

Appena uscito dalla rotatoria ho un rettilineo di oltre un km, con traffico zero. Vediamo un po’ questo motore che dice…

Dice che se dai troppo gas non c’è accelerazione ma direttamente il balzo nell’iperspazio! Vengo da un 2V con 95 CV e quindi penso sia plausibile la meraviglia ma qui si esagera davvero! Faccio appena in tempo a tirare un occhio al tachimetro appena dopo l’ingresso nel rettifilo, leggendo 70 km/h, aprire il gas in modo deciso (terza marcia), sentire che il rombo tranquillo diventa un ruggito, mettere la quarta e lasciare aperto, riabbassare un attimo lo sguardo e leggere 120 ed oltre. OK, basta. Chiudo e rallento. Non penso siano necessari commenti.

Altra rotonda, fatta di nuovo in modo impeccabile in III a filo gas, rettilineo a 70 all’ora col cruise (l’ho voluto provare… simpatico) e poi via a fare quelle tre-curve-tre che posso fare causa tempo e zona industriale fuori da percorsi guidati.

Non penso ci fosse da aspettarsi niente di meno che un mezzo che le curve le fa in assoluta tranquillità, nonostante la mole. L’elettronica c’è e si sente: le sospensioni e l’assetto tutto è roba da sturbo. Davvero complimenti. Imposti la traiettoria e li rimane, acceleri e risponde tranquillamente, vuoi trotterellare e non ci sono problemi. Grandissimo mezzo.

Tristemente rientro.

Lato passeggero: seduta e pedaline comode e ben posizionate. Un commento mi è piaciuto più di altri. Una roba tipo “mancano gli sportelli”. E non era detto in senso positivo. Ovvero è un mezzo talmente “perfetto” che il piacere di viaggiare come passeggero è troppo mitigato. Cosa invece non successa sulla 950.

In conclusione

Il top del top. PUNTO.

La domanda, atavica, è sempre la stessa: c’è bisogno di tutto ciò per andare in giro? NO. C’è bisogno di tutto ciò per divertirsi? NO. C’è bisogno di spendere così tanto, oggi, per andare in moto? NO. Chi la compra la userà davvero al pieno delle sue potenzialità? NO.

Però se avete intenzione di cambiare moto ed avete un budget (molto) alto, mettetela nella lista delle moto da tenere in considerazione.

Ducati Multistrada 1200 Prima Serie – La mia prova

Ave popolo.

Metto su anche questo test sebbene non sia recente.

Ho avuto l’opportunità di provare la Mutistrada 1200 due volte, la prima al concessionario di Lucca e la seconda facendo a scambio di moto con un amico durante una vacanza. In entrambi i casi ho provato la prima serie.

Il test è quindi un mix di riassunto di cose già scritte, copia/incolla e memoria.

1. Estetica

L’estetica, as usual, de gustibus… A me non dispiace anche se trovo la linea molto meno originale e personale della 2V: ha il becco (già visto da altre parti…) anche se in questo caso funge da convogliatore dell’aria, fanale doppio, frecce integrate nei paramani (secondo me era meglio metterle negli specchietti), scarico laterale doppio corto e basso.

Non mi dispiace ma non “spacca”, mettiamola così, come direbbero i Ciovani.

Anche a livello di finiture non è male. La cosa che mi sa un po’ di “povero” è la fanaleria posteriore.

Per il resto, promossa.

2. Da fermi

L’altezza della sella non mi provoca problemi (sono alto 185 cm). Il manubrio è poco più largo di quello della 2V e mi risulta comodo. La prima cosa che noto è la differente distanza, rispetto alla 2V, sella-pedane: o è minore oppure le pedane sono più indietro. Stesso discorso per la larghezza della sella, leggermente maggiore rispetto alla 2V. E, mentre la larghezza della sella al limite può infastidire quando ci si ferma e soprattutto se lo stacco di coscia non è tantissimo, la piega che assumono le gambe mi da sinceramente fastidio.

Anche la zona passeggero sembra molto accogliente, sia come sella che come dimensioni generali. Non l’ho però provata di persona.

Bellissimo il rombo del motore (finalmente!) ed “intrigante” l’effetto scenico della strumentazione in fase di avvio: sembrano i titoli di testa di un film tipo Transformers al cinema con tutte quelle spie e cose varie che si accendono e si spengono.

3. In giro

In entrambi i casi ho percorso delle statali, facendo qualche curvetta e provando anche un minimo di allungo.

Poco da dire se non che la Multi va strabene: motore godurioso ed infinito, ciclistica manco a dirlo, freni esagerati. Il DNA di famiglia è rispettato in pieno.

Entrambe le moto provate (quella del conce di più) soffrivano di un po’ di malumore quando si viaggiava intorno ai 3.000 giri; cosa che mi pare sia stata risolta con la nuova versione.

Molto comoda anche la seduta e la posizione generale in sella, al contrario di quanto avevo pensato inizialmente vista la piega delle gambe.

L’elettronica (purtroppo?) la fa da padrona: tutto è mediato e controllato da centraline varie. Potenza, assetto, controllo di trazione… In uno, in due, con o senza bagagli, sport, touring, rain…

Basta fare un po’ di set up e via. Un po’, grosso modo, come avere un meccanico in tasca da tirare fuori all’occorrenza.

Anche se a me viene in mente un paragone un po’ più culinario: un po’ come avere il Bimby in cucina. Comodo eh… Ed il risultato è sempre buono (seguendo le istruzioni e se il Bimby funziona). Ma la preparazione di un piatto è un’altra cosa.

E questo, ovviamente, non vale solo per la Multistrada.

Come detto, la guida è però piacevole: ottima stabilità (anche se di sicuro le velocità raggiunte non erano tali da mettere in crisi le sospensioni e le gomme), facilità nei cambi di direzione ed anche nella piega, motore che ha un allungo spettacolare e riprende dal basso senza patemi, buona (ma non ottima) protezione dall’aria.

La Multistrada è quindi una moto “totale”? Beh, fatta esclusione per l’off (dove penso possa presentare dei limiti), penso possa prestasi tranquillamente ai viaggi ed allo smanettone che non vuole i semimanubri.

4. Commenti

Però… però… però questa Multi non mi ha emozionato granché. Siamo molto molto lontani dal sorriso (ebete) che avevo quando scesi dalla 2V dopo la prima prova.
Ripeto: ben fatta, comoda, divertente e tutto il resto. Ma non è scoccata quella scintilla che ti fa dire “anche sì”.

Forse per una valutazione più esaustiva servirebbe una prova più lunga e magari avere la possibilità di provarla anche con passeggero.
Se dovessi arrivare a questo tipo di moto da un qualsiasi altro genere, chiaro che la prenderei in seria considerazione insieme a tante altre. Ma, sinceramente, scendere da una 2V per salire sulla 1200… anche no. Non penso che per il tipo di uso che ne faccio io potrebbe darmi così tanto in più rispetto al 2V.
La Franka (1100 S) ha motore a sufficienza e capacità di trasporto che mi permettono di andare in giro senza problemi. Se proprio dovessi cambiare qualcosa, cercherei di aumentare la protezione dall’aria.
Più elettronica, più motore, meno personalità estetica… No, grazie. Mi tengo cara la mia bella 2V.

Ultimo ma non ultimo, un prezzo mica da ridere…

Come scritto nel report della GS: se potessi scegliere tra questa e la tedesca, penso che in questo momento voterei Merkel.

 

A nel futuro e Buona Strada! :)